Gruppi facebook per sviluppare business

Gruppi Facebook per le Imprese

Utilizzare i Gruppi Facebook per sviluppare relazioni professionali e aumentare la propria autorevolezza online.

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Ci sono alcuni strumenti online che abbiamo a disposizione, ma che non utilizziamo perché forse crediamo che non siano utili a fini professionali o di sviluppo del business.

Uno di questi strumenti sono i gruppi di Facebook. Con essi abbiamo la possibilità di coagulare in uno spazio "protetto" le persone che, per interesse personale o professionale, sono attratte da determinati temi. I vantaggi principali nell'uso di questa piattaforma sono:

  • sviluppare un'audience su un argomento specifico;
  • fornire contenuti di qualità;
  • definire regole chiare e semplici di interazione per evitare degenerazioni indesiderate nella community.

Ma soprattutto:

  • puoi circoscrivere uno spazio di discussione tra i partecipanti con evidenti dinamiche di "aiuto" reciproco che si aggiungono all'attività di supporto di chi modera il gruppo;
  • puoi offrire una piattaforma paritaria nella quale nessuna domanda è banale o scontata e chiunque può intervenire senza il timore di essere "blastato".

L'esperienza di Pietro Fruzzetti è estremamente importante perché dimostra come si possa, partendo da zero, generare una community e ottenere, con un po' di pazienza, anche risultati economici. 

Ti propongo questa esperienza perché credo che possa essere interessante per altre aziende ispirarsi alle parole di Pietro per replicare, in altri contesti e altri mercati, un progetto di questo tipo.

NOTA: quella che segue non è la trascrizione dell'intervista ma una sintesi scritta da me. 

L'intervista a Pietro Fruzzetti

1.

Raccontaci un po' di te, qual è il tuo background professionale

Tutto nasce da una laurea in marketing e che mi ha permesso di dedicarmi proprio al tema che già dalle superiori mi ha sempre appassionato: il marketing, appunto.

La mia prima avventura professionale era un service di stampa digitale per le aziende. Questo esperienza è stata importante perché mi ha consentito di sviluppare le prime relazioni con le imprese.

Poi, via via che la mia esperienza professionale aumentava sono giunto a fondare la mia agenzia, BigMark, con la quale sviluppo attività di branding attraverso il digital marketing ma anche di marketing tradizionale. Ammesso che si possa definire così!

Il marketing è uno solo, poi all'interno di esso trovano spazio i canali digitali e i canali offline. Questa è la mia visione sul tema. 

2.

Da dove nasce Web Marketing per Artigiani?

Tutto nasce da una serie di eventi fortuiti. Tempo fa sono stato coinvolto, come docente, in alcuni corsi per artigiani e questo mi ha permesso di venire a stretto contatto con queste realtà imprenditoriali.

Il mondo dell'artigianato mi ha sempre affascinato, ma l'opportunità di fare formazione mi ha consentito di approfondire le tematiche del marketing ad esso correlate.

Quindi, pensai di offrire un supporto aggiuntivo ai partecipanti ai corsi, offrendo l'iscrizione al gruppo facebook in modo esclusivo e gratuito.

Volendo tirare le somme, potrei dire che è nato tutto per caso e mai avrei immaginato che si potesse sviluppare come poi è avvenuto nei mesi successivi.

Infatti, oggi il gruppo "Web marketing per Artigiani", con i suoi 2200 iscritti, è un tassello di una strategia più ampia. Ma sicuramente agli inizi è stato il punto di partenza che mi ha permesso di iniziare questa avventura.

Agli inizi è stato fondamentale prendere atto che gli artigiani consistevano in una nicchia di mercato interessante e che non era presidiata in modo esplicito, di conseguenza ci siamo buttati!

3.

Quali azioni o strumenti hai utilizzato per far crescere il gruppo?

Si tratta di una strategia molto semplice che chiunque può applicare con successo. Dopo la creazione del gruppo, la prima attività che ho messo in campo si è rivolta ad Instagram. Avevo infatti chiaro che quello era il social con la maggiore presenza attiva di artigiani.

Come tutti sanno però, Instagram non consente di creare delle entità simili ai gruppi e quindi non permette di aggregare all'interno di un contenitore specifico gli utenti. 

Capii che avrei dovuto trovare il modo di far transitare gli artigiani da questo social verso Facebook, che al contrario, stava iniziando a spingere molto verso la creazione dei gruppi.

Quindi, mi sono mosso in questo modo: con il mio account personale ho iniziato a seguire e a relazionarmi in modo del tutto organico con gli artigiani presenti su instagram.

Mano a mano che queste relazioni si consolidavano ho iniziato a scrivere in direct a singoli account selezionati indicando la presenza del gruppo facebook. Cioè, nei messaggi invitavo con un link ad aderire alla community.

Vale la pena segnalare, che fino a quel momento non avevo investito nulla in pubblicità, ma mi ero limitato a investire "solo" il mio tempo per costruirmi delle relazioni organiche.

Solo successivamente, che mi ero creato una "fun base" di artigiani sufficiente, ho iniziato a fare dei post sponsorizzati su Instagram basati su un pubblico automatico simile al pubblico dei miei followers.

Anche in questo caso, utilizzando una strategia estremamente basilare e senza complicazioni. Questo mi ha consentito di dare una notevole accelerazione e il gruppo FB è lievitato in modo costante.

Volendo fare un passo ulteriore, oggi abbiamo spostato ulteriormente il baricentro strategico del progetto webmarketingartigiani.it. Infatti siamo maggiormente centrati sul sito e sull'utilizzo della newsletter in particolare.

4.

Come mai questa scelta?

La reach anche nei gruppi facebook è piuttosto bassa e in ogni caso è un fattore dipendente dall'algoritmo della piattaforma. Quindi è nostra intenzione svincolarci per quanto possibile da queste dinamiche esterne che non possiamo controllare in alcun modo.

Inoltre, l'affiancamento della newsletter ci ha consentito di tenere un forte focus sui contenuti che vogliamo veicolare verso gli iscritti.

Ma anche perché abbiamo così la possibilità di spingere su altre attività e contenuti che desideriamo proporre ai nostri iscritti.

Un aspetto interessante e imprescindibile dal successo avuto dal gruppo è che sono nate iniziative e opportunità che mai avremmo immaginato.

Innanzitutto, si è accorto di noi Dario Flaccovio Editore che ci ha contattati e con il quale abbiamo avuto la possibilità di pubblicare il libro Web Marketing per Artigiani.

Il personal branding

Se devo essere sincero, non avevo mai pensato di posizionarmi con il mio personal brand in questa nicchia di mercato. E, lo ricordo, con un investimento in termini di spesa pubblicitaria molto esiguo, anche se chiaramente le attività svolte sono state molte e hanno richiesto tempo e dedizione.

La comunicazione online, consente di costruire su di te un'autorevolezza relativamente a un argomento.


Pietro Fruzzetti

Il ruolo dell'advertising

Sul tema della pubblicità online credo che ci sia un po' di reticenza generalizzata. Molti credono o sono convinti che si debba investire tanti soldi in pubblicità per far partire un progetto.

E' ovvio, se hai un budget pubblicitario elevato, hai anche la possibilità di sondare il mercato e validare o meno una strategia in modo rapido. 

Resta il principio di base che, se riesci a essere rilevante e "unico" per le persone, allora il tuo sforzo di marketing (ndr. investimento pubblicitario) può ridursi. E questa è un po' la chiave di volta di questo progetto e di tutti i progetti a basso budget.

5.

Quali sono le iniziative e le attività che ti vedono impegnato in questo momento?

La cosa interessante che sta accadendo è che, il fatto di dedicarmi con questo progetto ad una nicchia ben specifica con servizi dedicati, sta generando effetti positivi e imprevisti.

Il libro

Il libro ne è un'esempio, perché mi ha aiutato a posizionarmi come una delle figure di riferimento in Italia per quanto riguarda il marketing per artigiani. Chiaramente ci sono molti consulenti che si occupano di artigianato, ma il libro è il primo in Italia unicamente dedicato al web marketing per artigiani.

Comitato scientifico

Un'altro di questi effetti collaterali è che sono stato contattato per far parte del comitato scientifico di un una fiera molto importante dedicata all'artigianato. In particolare parteciperò ad un progetto interno alla fiera che si occuperà proprio dei temi legati all'innovazione e al digitale.

Quindi come vedi anche in questo caso, non è che la community mi fa fatturare. Ma, indirettamente mi consente di costruirmi un'autorevolezza che mi permette di sviluppare attività e fatturato su un canale totalmente diverso.

In effetti, il gruppo facebook e il libro per me non rappresentano una fonte di reddito sostitutiva della mia attività di agenzia. Ma bensì, sono due tasselli molto importanti che mi consentono di costruire qualcosa di più grande ed importante.

Formazione

Già dallo scorso anno siamo stati coinvolti in eventi fieristici di settore che prevedevano dei percorsi formativi al loro interno. E anche quest'anno probabilmente parteciperemo ad una fiera in veste di formatori.

Il funnel

Per me è molto importante considerare tutte le attività e i prodotti che offriamo in un'ottica di funnel. 

Noi partiamo dal livello base, fornendo informazioni di valore attraverso la newsletter e il gruppo in modo totalmente gratuito.

Poi abbiamo il libro che ha un costo basso (19€) e consente agli artigiani che lo acquistano di accedere a competenze minime. Queste, consentono loro, di richiedere il nostro supporto, ma già partendo da un livello di consapevolezza minima riguardo ai temi del marketing e della comunicazione digitale.

Lo step successivo è la consulenza che offriamo relativamente a diverse aree, come ad esempio la strategia o dedicata ai marketplace. 

E tutto ciò, come vedi, si riverbera anche sulle attività dell'agenzia sia in termini di assistenza sia di consulenza specifica.

6.

Ci sono degli errori che hai fatto? Ci dai qualche consiglio per evitarli?

Sviluppare un progetto di business

Se dovessi iniziare oggi di sicuro eviterei di considerare il progetto un semplice divertimento piuttosto che un progetto professionale. Questo mi ha portato a non dargli il giusto peso sin dall'inizio.

Va detto che, il fatturato che anche oggi è in grado di generare, è una percentuale minima di quello aziendale. Infatti non potevo permettermi di allocare troppe risorse e in verità nemmeno oggi posso permettermi di farlo.

Perciò, il non averlo definito "business" sin dall'inizio, è stato sicuramente un primo errore.

Tieni presente che per il primo anno e mezzo non ho venduto nulla, a parte la consulenza. Vale a dire che le persone mi chiedevano di poter comprare (ndr. i miei contenuti) ma fino ad agosto scorso (2019) non ho mai messo in vendita nulla.

Usare i canali proprietari

Un altro errore che oggi non farei è quello di iniziare puntando tutto su un unico canale, cioè facebook. Sono convinto che sia necessario avere un proprio canale proprietario (sito web o di email marketing) al quale affiancare in una strategia comune il canale social.

In questo momento noi abbiamo una politica di iscrizione al gruppo facebook che obbliga le persone a iscriversi prima alla newsletter. In questo modo possiamo gestire sia l'accesso con l'uso di una password e sia gestire la comunicazione in modo diretto e svincolato da facebook con la newsletter.

Se pensiamo ad aziende artigiane un po' strutturate, nella maggior parte dei casi hanno un potenziale bacino di utenti costituito da clienti o ex-clienti e che non utilizzano minimamente per comunicare in modo diretto usando ad esempio l'email marketing.

In questi casi, questo "patrimonio" non viene utilizzato, ma per contro viene spesso utilizzata la pubblicità online. Di fatto, continuando a pagare per l'acquisizione di clienti che magari potrebbero invece attivarsi semplicemente da una base di contatti gestita internamente un un po' di "saggezza".


Conclusioni

Tra i vari spunti che troviamo in questa esperienza ce ne sono alcuni che ritengo fondamentali, se si desidera sviluppare un progetto di business online.

Mi voglio soffermare su quello che ritengo fondamentale: va definita una "product ladder", cioè una scalabilità di prodotto che sia fortemente legata ai bisogni dei nostri clienti potenziali. In questo caso, abbiamo visto che il primo step è l'iscrizione alla newsletter e al gruppo, dai quali gli utenti possono accedere a contenuti e ad una community che si alimenta e di scambia informazioni ed esperienze.

Lo step successivo, a scalare, troviamo il libro, che consente di diffondere informazioni e consapevolezza sul tema del web marketing. Noterete che già in questo secondo passaggio è previsto uno scambio economico!

E poi a crescere, l'assistenza e a crescere ancora la consulenza su temi più strategici e di portata maggiore sia per l'artigiano cliente, sia per l'agenzia che fornisce questi servizi.

Ecco, avere chiaro questo modello di scalabilità e perseguirlo in modo coerente è a mio avviso una parte fondamentale per mettere in campo una strategia di comunicazione vincente.

Ovvio, ogni azienda, ogni imprenditore o responsabile marketing dovrebbe, ispirandosi a questo modello di scalabilità, sviluppare il proprio in modo specifico. Evitando di copia-incollare ma creando una coerente progressione che sia specchio delle priorità strategiche dell'azienda e del mercato nel quale opera.


Spero che il contenuto di questa intervista ti sia utile e ti abbia fornito spunti interessanti per lo sviluppo della tua strategia di comunicazione digitale.

Se sei interessato ad approfondire questi temi riguardo alla tua azienda o alla tua attività professionale, contattami senza esitazione compilando il form di contatto che trovi qui.


Se lo desideri, infine, puoi commentare questo articolo e condividere le tue idee su questi temi.

Michele Valentinuz

Aiuto le PMI, le piccole imprese e i liberi professionisti a usare meglio il web per generare relazioni online e opportunità di crescita. Mi piace confrontarmi con l'analisi e la progettazione di sistemi di acquisizione clienti e lead generation.

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