Piano editoriale VS Advertising

Il piano editoriale è come seguire una dieta equilibrata, l’advertising è come assumere farmaci, vitamine e integratori​

Quale delle due è la scelta giusta? Entrambe (nelle giuste dosi).

Ovviamente è l’integrazione delle due cose che aiuta a raggiungere i risultati che ti si poni.

Su questo sito come forse avrai notato i funnel sono il focus principale e quindi potresti desumere che l’advertising sia da considerarsi predominante, ma non è così.

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Il contesto web nel quale ci troviamo tutti a navigare ogni giorno è infatti molto impregnato di funnel sponsorizzati o di annunci che ci tirano per la giacca da una parte o dall’altra. Questo sicuramente ha aiutato a sviluppare una carta idea per cui funnel è sinonimo di pubblicità online.

Non voglio approfondire oltre questo argomento ma vorrei spostare l’attenzione verso il tema del piano editoriale. Nell’approccio che cerco di applicare nel mio lavoro ci sono tutta una serie di passaggi e di analisi che prevedono di focalizzarsi proprio su elementi che sono la base per lo sviluppo di contenuti coerenti e consistenti rispetto al target a cui voglio rivolgermi.

  • definizione dell’audience;
  • comprensione dei bisogni;
  • costruzione di un “messaggio” conseguente e coerente.

In questi 3 punti è racchiuso il cuore di quello che io considero le fondamenta del piano editoriale e in particolare mi voglio soffermare sul secondo punto, i bisogni.
Spesso ritengo sia complesso diradare la nebbia che avvolge la parola “bisogni”. Se un utente è alla ricerca di una fotocopiatrice che stampi più velocemente è ovvio che se vendo questi prodotti dovrò trovare il modo per attrarre a me il potenziale cliente.

Ma comprendere i bisogni nel senso più stretto del termine significa non "solo" capire che il cliente vuole una fotocopiatrice, ma cercare di “estrarre” quello che c’è dietro. Qual è la vera leva, il desiderio profondo che farà scattare in questa persona l'azione di acquisto o perlomeno di primo contatto con il rivenditore.

Se consideriamo che la componente su cui il cliente cerca soddisfazione sia il “tempo risparmiato”, conseguentemente anche il nostro approccio alla comunicazione, alla produzione di contenuti e alla pubblicità online, dovrebbe cambiare di conseguenza.

Scopri cosa c'è dietro ad un acquisto

Sono convinto che le persone non desiderino affatto comprare una nuova fotocopiatrice, non gliene può fregare di meno.

In questo esempio inventato sono convinto che le persone desiderano profondamente risparmiare semplicemente tempo.

Oppure desiderano evitare una volta per tutte di aspettare che la fotocopiatrice si risvegli dallo stanby o che si inceppi per l’ennesima volta se inviamo il comando di stampa fronte-retro. 

Quel tempo di attesa è il vero “problema” e sulla promessa di “mai più tempo di attesa” che avremo una chance di attirare a noi il cliente.

Definito il bisogno, a cascata e in modo più possibile coerente dovremmo sviluppare contenuti che ci offriranno la chance di acquisire credibilità e autorevolezza su quel tema.

Spunti da cui partire per il piano editoriale

La quotidianità interna alle aziende è colma di problemi e soluzioni, di casi specifici e ricorrenti che se raccontati possono aiutarci.

Poi ovviamente c’è la narrazione dei processi interni che ci offrono la possibilità di raccontare al potenziale cliente come lavoriamo, come succederebbe se decidesse di affidarsi ai nostri servizi/prodotti.

O ancora, il web è un pozzo infinito di spunti che possono essere ricercati seguendo news e altre pubblicazioni di settore.

Un principio alla base di tutto, fornire contenuti che siano utili a chi sta cercando quello che noi offriamo.

Una più ampia serie di spunti per lo sviluppo del tuo piano editoriale la puoi trovare nella breve guida "Blog Post Idea" che Skande ha appena rilasciato (gratis!). Il tutto scritto in modo sintetico, chiaro e scorrevole dall’autore.

Riccardo Scandellari

Conclusioni

Fornire contenuti utili in relazione ai bisogni (profondi) è in fondo la regola d’oro e l’unica (al momento) via per costruirsi un audience attiva, partecipativa e pertinente con il nostro mercato. Tutto il resto passerà senza lasciare (quasi) traccia.

Sarei curioso di sapere la tua esperienza e la tua opinione su questo argomento, e allora ... lasciami un commento qui sotto!

Michele Valentinuz

Aiuto le PMI, le piccole imprese e i liberi professionisti a usare meglio il web per generare relazioni online e opportunità di crescita. Mi piace confrontarmi con l'analisi e la progettazione di sistemi di acquisizione clienti e lead generation.

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